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Buddha, in Plum Village
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Zendo, Plum Village
Plum Village
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Meditazione camminata

« La pace è ogni passo. E fa gioioso il sentiero senza fine. »

Thích Nhất Hạnh

Thich Nhat Hanh è il maestro che ha fondato la nostra scuola e a cui facciamo riferimento. Noi lo chiamiamo con affetto “Thay”, che vuol dire appunto “maestro”.

È un maestro Zen, poeta, scrittore e attivista per la pace. Oggi pluriottantenne, è conosciuto e amato in tutto il mondo per il suo insegnamento e le sue pubblicazioni sulla consapevolezza e sulla pace. Vive a Plum Village, nel sud della Francia. Potete andare a trovare lui e i suoi molti aiutanti, chiedendo di partecipare a uno dei molti ritiri che si svolgono durante l’anno.

Fate click sulle icone per aprire le caselle di testo e leggere la storia di Thay.


Gli anni giovanili

Nasce con il nome di Nguyễn Xuân Bảo, l’11 ottobre 1926 a Thừa Thiên Huế, nel Vietnam centrale, da una famiglia modesta e sana. Ha una sorella di pochi anni più anziana, che lascia la casa materna per sposarsi, a 18 anni.

Diventa novizio Zen Rinzai all’età di 16 anni nel Tempio Từ Hiếu. Il suo insegnate principale fu il maestro di meditazione zen Thanh Quý Chân Thật.

Frequenta l’Accademia Buddista del Vietnam Centrale Bao Quoc, ricevendo una solida formazione sullo Zen e sulla scuola buddista Mahayana.

Viene infine ordinato monaco nel 1949.

Pochi anni dopo inizia la sua attività di divulgatore e scrittore, diventando (nel 1956) redattore capo del periodico Vietnamese Buddhism. Fonda successivamente l’editrice Lá Bối, tutt’ora attiva.

Fonda l’Università Buddista Van Hanh in Saigon e la SYSS, la School of Youth for Social Service. Questa è costituita da circa 10.000 volontari di pace buddisti, neutrali a ogni conflitto, che vanno nelle zone più povere e disagiate del paese per ricostruire villaggi distrutti e per costruire scuole, ospedali.

È oggi il capo spirituale del tempio Từ Hiếu e di tutti quelli ad esso collegati.

Durante la guerra del Vietnam

Nel 1960 Thich Nhat Hanh si reca negli Stati Uniti per studiare religioni comparate all’Università di Priceton e diventa Lettore in Buddismo alla Columbia University. È in questo periodo che impara diverse lingue in più oltre al suo natio Vietnamita: Francese, il Cinese, il Sanscrito, il Pali, il Giapponese e – ovviamente – l’Inglese.

Rientra nel 1963 in Vietnam per aiutare i suoi compagni monaci nei loro sforzi per la pace e la non-violenza.

Insegna Psicologia Buddista e letteratura Prajnaparamita presso l’università buddista

Van Hanh. Nel 1965 gli studenti firmano un appello per la pace in cui chiedono che il Sud e il Nord del paese fermino la guerra e trovino modo di vivere in pace, inseme.

Poco dopo Thich Nhat Hanh lascia nuovamente il Vietnam per gli Stati Uniti, lasciando l’università in carico a sorella Chan Khong.

La situazione nel paese peggiora ulteriormente in un clima di odio e violenza. L’università viene conquistata da uno dei cancellieri che accusa Chan Khong di essere comunista. Da quel momento i suoi membri della Van Hanh e i membri del SYSS iniziano a subire vari attacchi, via via più gravi.

Entrambe le istituzioni rimangono comunque neutrali nel conflitto, non negando aiuto a nessuna delle due parti e attirandosi quindi il sospetto, l’odio e la vendetta di entrambe.

Il 1966 è un anno particolarmente rilevante.
In quest’anno Thich Nhat Hanh fonda Tiếp Hiện, l’Ordine dell’Interessere, ordinando i primi 6 discepoli e discepole, noti come i sei cedri.
Diventa insegnante di Dharma (Dharmacharya), ricevendo la Trasmissione della Lampada dal maestro Chân Thật.
Incontra Martin Luther King Jr. e lo sprona a prendere posizione contro la guerra in Vietnam. Nel 1967 MLK tiene un famoso discorso a New York mettendo in discussione il ruolo del governo americano nella guerra del Vietnam e propone Thich Nhat Hanh come Nobel per la Pace sostenendo che “le sue idee per la pace, se applicate, costruirebbero un monumento all’ecumenismo, alla fratellanza mondiale e all’umanità”.

Nel 1969 Thich Nhat Hanh è delegato per la Delegazione di Pace Buddista ai Tavoli di Parigi. Quando gli accordi di pace vengono firmati nel 1973 gli viene negato il permesso di rientrare e rimane quindi in esilio in Francia. Tra il 1976 e il 1977 conduce diverse azioni di aiuto ai boat people: i miseri profughi in fuga nel Golfo del Siam, vittine di abusi, rapimenti, stupri e violenze di ogni tipo. Dovrà smettere su pressione del governo della Tailandia e di Singapore.

Alcuni frammenti delle terribili storie di queste persone sono raccolti nel libro “Imparo dalle storie”, ad esempio nel racconto “Il pesce rosa”.

Nasce l'ordine dell'Interessere: i Sei Cedri.
L’Ordine dell’Interessere, in vietnamita Tiếp Hiện, viene fondato da Thay nel febbraio del 1966 a Saigon.

È una comunità di monaci, monache, laici e laiche che hanno deciso di vivere la loro vita in accordo ai 14 addestramenti o impegni alla consapevolezza.

L’ordine appartiene alla tradizione buddista Linji e pone l’accento sui Quattro Spiriti:

  1. non attaccamento alle opinioni
  2. sperimentazione diretta della natura dell’origine interdipendente delle cose, attraverso la meditazione
  3. appropriatezza
  4. mezzi abili

I primi 6 membri dell’ordine sono colleghi e studenti di Thay, che hanno lavorato con lui per alleviare i dolori della guerra grazie ai progetti della SYSS.
Queste 6 persone vengono a volte chiamate i 6 cedri: 3 uomini che decisero di sposarsi e praticare da laici (Nguyen Van Phuc, Do Van Khon, Bui Van Thanh) e 3 donne che decisero di vivere celibi, come le monache (Cao Ngoc Phuong che più tardi prenderà il nome di Chan Kong, Pham Thuy Uyen, Nhat Chi Mai).

Nhat Chi Mai, nel mese di giugno lascia alcune lettere per gli amici e i genitori, in cui insiste sulla necessità della nonviolenza come strumento di resistenza e di risoluzione dei conflitti spronando cristiani e buddisti a cessare la barbarie e trovare una via di conciliazione per realizzare “l’amore di Cristo e la compassione del Buddha”. Si reca quindi alla scalinata della Pagoda Tu Nghiem dove ha invitato alcuni amici.
Arrivati, questi videro che la ragazza di 33 anni ha posto davanti a sé due statue: quella della Bodhisattva Quan Am e quella della Vergine Maria. È seduta nella posizione del loto, quando si versa addosso un liquido e si dà fuoco, immolandosi. Tra le due statue ha posto un pezzo di stoffa con scritto:
“Voglio usare il mio corpo come una torcia
per dissipare l’oscurità
risvegliare l’amore tra gli uomini
e portare la pace al Vietnam.”

L’immolazione è una pratica di protesta dalle radici antiche in oriente, che muove dai medesimi presupposti del martirio cristiano: è in pratica un auto-martirio.
A seguito della sua morte una manifestazione spontanea occupa le strade di Saigon per oltre 5 ore, anche se la notizia del suo suicidio è stata censurata da tutti i giornali.
Chan Kong ricorda la morte dell’amica come uno dei più grandi dolori provati, pur difendone il senso profondo.

L'esilio in Francia: un nuovo inizio.
Chan Kong lascia il Vietnam nel 1968 per raggiungere Thay in Francia nel 1967. Gli anni successivi vengono dedicati alla diffusione delle informazioni sulla situazione in Vietnam, ma i due continuano a sostenere e coordinare gli sforzi umanitari della SYSS in Vietnam.
Nel 1975 la guerra finisce, ma arriva la notizia ufficiale che il governo del Vietnam vieta il loro rientro e che le autorità hanno smantellato la SYSS, incamerandone tutti i beni. Per entrambi la notizia è uno shock e porta un dolore profondo.

Thay e Chan Kong, che fino a quel momento hanno vissuto a Parigi si trovano a dover rifondare un centro di pratica e una comunità, dato che quella originaria è al momento irraggiungibile.
Dato che molti contadini stanno abbandonando le campagne lasciando le cascine in rovina, decidono di acquistarne una, veramente cadente, vicino a Fontvannes.

La piccola comunità che si viene a formare viene chiamata Les Patates Douces (Le patate dolci), perché queste sono il più povero dei cibi in Vietnam ed è un modo di ricordare le molte persone che non gli è più possibile aiutare.

A seguito della guerra e dell’esilio non ci sono altre nuove ordinazioni per circa 15 anni, un periodo in cui Thich Nhat Hanh e Chan Kong si dedicano a una attività febbrile: conferenze in diversi paesi per far conoscere la situazione del Vietnam e gli orrori della guerra, pubblicazioni, interviste.

Ciò che assorbe molte energie è soprattutto trovare modi – sempre diversi e a volte rocamboleschi – di continuare ad aiutare e supportare progetti umanitari in Vietnam, pur con un paese del tutto chiuso e drammaticamente ostile.
In quel periodo i volontari o gli sponsor che fossero stati scoperti avere qualsiasi cosa a che fare con gli esiliati rischiavano la prigione, la tortura, la deportazione e la morte.
Molte persone della SYSS, d’altro canto, erano già state deportate, uccise o mutilate, negli anni passati.

La comunità occidentale prende forma: nasce Plum Village.
Nel 1982 le cose cominciano a cambiare: Thay e Chan Kong si recano a New York dove incontrano molti buddisti americani in cerca di una guida spirituale, che a Thay ricodano tanti i novizi vietnamiti.
Qui Thay rincontra Thay Tin Tu, un giovane monaco vietnamita che avrà un ruolo chiave nella diffusione del messaggio del Buddismo Impegnato e dalla nuova scuola negli Stati Uniti.
Fonda infatti il monastero Kim Son, di cui Thay diventa capo spirituale. Successivamente Thay Tin Tu riesce a collegare in una rete oltre 20 templi nel nord della California, dando alla comunità dei praticanti vietnamiti luoghi sicuri per avviare il processo di riconciliazione che spezza il circolo di odii e sospetti che aveva avvelenato la comunità dei rifugiati dalla guerra in poi.
Ed è Thay Tin Tu a chiedere a Chan Kong di tenere il suo primo discorso di Dharma, un gesto che lei definisce rivoluzionario considerato che era una laica e non una monaca.

È in questo stesso anno che nasce il primo nucleo di Plum Village. Thay e Chan Kong spostano la comunità verso il sud della Francia perché il clima è più adatto per l’agricoltura, trovando un posto adatto vicino a Thenac nella zona di Bordeaux.

A partire dal 1983 Thay e Chan Kong iniziano a viaggiare a tenere discorsi di Dharma e ritiri per i praticanti occidentali, le loro famiglie e i loro bambini, sia negli Stati Uniti, sia in Europa: la comunità cresce costantemente.

Nel 1987 Chan Kong inizia a insegnare il Dharma, in Australia, agli australiani e ai rifugiati vietnamiti soprattutto prendendosi cura delle loro ferite mentali e psicologiche.
Thay e Chan Kong entrano in contatto con la guerra silenziosa che affligge molti occidentali: l’abuso sessuale, la pedofilia, la violenza familiare, l’alcol, la droga, la disgregazione dei rapporti familiari. In occidente non ci sono bambini che muoiono di fame, ma la sofferenza è ugualmente drammatica e c’è molto da fare.

Nel 1988 Chan Kong decide che è infine tempo di diventare monaca, in una semplice cerimonia con pochi altri ordinati, sul picco dell’Avvoltoio in India.
È in questa occasione che acquista il nome di Chan Kong con cui tutti la conoscono oggi: vera vacuità. Nel buddismo la parola vacuità, vuotezza, è la traduzione di sunyata e significa “priva di un sé separato dagli altri, quindi interconnessa a tutto il resto”.

Il Vietnam riapre le porte. La comunità oggi.
Negli anni ’90 Plum Village si espande, diventando un centro di pratica conosciuto e amato, ricco della presenza di molti insegnanti di Dharma.

Il modello della pratica qui è molto diverso da quello tradizionale dato, sin dall’inizio, l’ordine è stato fondato su uomini e donne, ordinati e laici in un rapporto di totale parità e democrazia. È una cambiamento enorme: per tradizione, infatti, l’abate o la badessa decidono ogni cosa e tutti gli altri devono obbedire. Allo stesso modo tradizionalmente gli uomini prevalgono sulle donne a prescindere dai loro meriti.
Ogni decisione a Plum Village è presa dalla comunità, e i membri anziani hanno l’obbligo di ascoltare i più giovani, prima di pronunciarsi.

Nel 2000 l’ordine conta ormai circa 1.000 laici e laiche e 250 praticanti monastici. Molto più vasto è il numero di praticanti che vivono e praticano a casa venendo in Comunità di tanto in tanto, per un ritiro.

Dopo anni di continue pressioni, il governo del Vietnam finalmente acconsente al rientro di Thay nel 2004, spinto anche dal desiderio di essere ammesso nel WTO (world trade organization).
È interessante il modo in cui il governo prese contatto con Thay, perché chiarisce che il rapporto tra lui i suoi insegnamenti e la sua gente non si era interrotto, ma era semplicemente nascosto.

La comunità di Plum Village era in ritiro invernale al monastero di Deer Park e qui viene raggiunta dalla delegazione Vietnamita.
Ai delegati viene detto che Thay non riceve durante il ritiro e che acconsente a parlare con i giornalisti solo dopo che abbiano praticato per una settimana con loro: i delegati sono quindi i benvenuti per una settimana di meditazione con i monaci, dopo la quale Thay avrebbe parlato con loro.
Il gruppo risponde che è felice di fermarsi: sono già buddisti  e seguaci di Thay da tempo, ma in patria non lo possono manifestare e non hanno possibilità di praticare in un monastero.

Le trattative per quanti potessero accompagnare il maestro e dove si potessero tenere i discorsi di Dharma sono lunghe e complesse e durano mesi. Infine l’11 giugno 2005 Thay e Chan Kong toccano finalmente di nuovo la loro patria, con la possibilità di tenere discorsi di Dharma anche in luoghi pubblici: una prospettiva semplicemente impensabile per molti anni.

Con il tipico ottimismo buddista, nel libro Learning True Love, Chan Kong commenterà l’esperienza di riallacciare i rapporti con il Vietnam così: “dato che il Buddismo era stato soppresso per così tanti anni, soprattutto nel nord, la gente aveva pochi preconcetti e ascoltava gli insegnamenti di Thay con mente fresca.” E come ci insegna il Budda, questa è condizione essenziale per praticare bene: mente zen, mente di principiante.

Non andare, non venire. Non nascere, non morire.
Nel novembre del 2014 Thay ha subito un grave ictus e si è seriamente temuto per la sua sopravvivenza. Con grande sorpresa del personale medico, però, Thich Nhat Hanh ha mostrato una grande capacità di respirazione e di ripresa, arrivando alla dimissione dalla casa di cura nell’aprile 2015.

La sua malattia è stata un grande shock e un grande dolore, che tutta la comunità  – dentro e fuori Plum Village e gli altri monasteri – ha vissuto praticando il respiro consapevole e pregando per sostenere la sua salute.

L’energia della preghiera e la robusta tempra di Thay gli hanno permesso di tornare di nuovo a Plum Village. Da qui si è trasferito in un centro specializzato in America dove è assistito dal miglior personale medico di tradizione occidentale e orientale che sia stato possibile trovare.

La strada per la riabilitazione è lunga e faticosa, ma Thay la sta affrontando con grande forza, meditando e guidando la meditazione di chi lo circonda, pur nelle sue difficili condizioni.

Con la stessa forza la comunità dei praticanti continua il lavoro iniziato da Thay e dai maestri e maestre di Dharma, mandando avanti i centri di pratica in tutto il mondo.

Innumerevoli praticanti da molti paesi hanno infine reso la riabilitazione di Thay più vicina sostenendo, con molte donazioni grandi e piccole, le grandi spese mediche che la comunità sta affrontando.

Potete leggere gli aggiornamenti sulla salute del maestro sul sito di Plum Village e, se volete, inviare una vostra donazione da questa pagina.

Thich Nhat Hanh

Thay con le mani nel gesto del loto.


Thich Nhat Hanh and Chan Kong, Courtesy Paul Davies ph

Thay con sorella Chan Kong, subito dietro di lui.


Thich Nhat Hanh insegna a un bambino come suonare la campana della meditazione, Courtesy Paul Davies ph

Thay insegna a un bambino come si tiene e suona la campana per la meditazione.


Le foto in questa pagina sono di Paul Davies
e pubblicate 
per sua gentile concessione.


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