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Buddha, in Plum Village
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Zendo, Plum Village
Plum Village
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Meditazione camminata

« Io sono con voi, così come voi siete stati con me. »

Chân Không

Sorella Chan Kong ha assistito e sostenuto Thay durante tutti questi anni, lavorando infaticabilmente a innumerevoli progetti umanitari e alla costruzione e organizzazione di Plum Village.

È insegnante di Dharma ed è particolarmente versata nel guidare il rilassamento profondo. Dopo Thay, è la principale figura di riferimento della scuola. Nell’inverno del 2014 i capi spirituali delle principali confessioni si sono riuniti in Vaticano, ospiti di papa Francesco per firmare un documento congiunto contro la schiavitù e la tratta umana. Chan Kong ha rappresentato l’ordine e firmato il documento, in vece di Thich Nhat Hanh, colpito da ictus.

Di lei, Thay ha scritto “Continuo ad imparare da lei. La sua intera vita è un discorso di Dharma. Se avrete l’occasione di essere con lei chiedetele delle sue esperienze. Potete imparare moltissimo da lei: è una vera Bodhisattva.”

Vive insieme alla comunità e a Thay a Plum Village, nel sud della Francia. Potete andare a trovare lei e i suoi molti aiutanti, chiedendo di partecipare a uno dei molti ritiri che si svolgono durante l’anno.

Fate click sulle icone per aprire le caselle di testo e leggere la storia di Chan Kong.


Gli anni giovanili

Nasce con il nome di Cao Ngoc Phuong, nel 1938 nella città di Ben Tre, presso il delta del fiume Mekong. È l’ottava di nove figli, ma la famiglia è resa più numerosa da vari cugini e ospiti indigenti: è una famiglia dove la dedizione verso i bisognosi è semplicemente un’attività quotidiana per tutti.

la sua famiglia non è ricca, ma vive di commercio e può permettersi di far studiare i propri figli e nipoti, anche se i soli maschi avevano diritto ad accedere all’istruzione superiore. Chan Kong ricorda di avere trovato vergognoso che sua sorella maggiore, intelligentissima, non avesse potuto proseguire negli studi.

A quanto ricorderà, Chan Kong manifesta sin da subito una coraggiosa tendenza a contestare l’autoritarietà gratuita, soprattutto se giustificata dalla sola età o dalla tradizione.

Nell’agosto del 1945 la situazione del paese precipita rapidamente quando Ho Chi Min guida l’esercito a prendere il controllo del paese, dichiarare l’indipendenza e formare un governo. Tutti coloro che hanno lavorato con i francesi o che non vogliono unirsi al Partito Comunista vengono perseguitati e talvolta uccisi.

Tra questi il padre di Chan Kong, mentre il fratello si unisce all’esercito comunista. Questo pone la famiglia in una situazione difficile, perché la rende invisa contemporaneamente a ciascuna delle due parti. La famiglia riesce comunque a trovare una stabilità e a far studiare i figli e le figlie, dato che le rigide tradizioni si sono nel mentre un po’ allentate. Chan Kong inizia la sua lunga carriera umanitaria dando ripetizioni ai ragazzi benestanti, per poi usare il denaro per far studiare quelli poveri.

Inizia a studiare il buddismo per prendere i 5 Precetti sotto la guida di Thay Thanh Tu, ma è sempre più perplessa degli insegnamenti che riceve: il lavoro sociale, tra i miseri, che le sta tanto a cuore è considerato solo un mezzo per accumulare meriti e rinascere in una famiglia ricca o sotto forma di maschio, condizione indispensabile per raggiungere l’illuminazione.
La via per l’illuminazione è lo studio delle scritture e della tradizione, non il lavoro sociale.

Volontariato nella baraccopoli del cimitero.
Nel 1958 Chan Kong si iscrive alla facoltà di scienze, e successivamente si specializza in biologia, soprattutto per far contento suo padre. Studia con profitto, ma la sua attività preferita è il volontariato in una vicina baraccopoli di lamiere scalcinate costruite a ridosso delle tombe di un cimitero abbandonato, con le strade di fango e i focolai della tubercolosi.

Qui comincia a sviluppare la profonda capacità di osservazione e risoluzione dei problemi che la sosterrà tutta la vita. Riesce a mandare centinaia di bambini a scuola trovando modo di far avere loro il certificato di nascita indispensabile per l’ammissione: chiede l’intervento di un giovane giudice che predispone un tribunale temporaneo nella baraccopoli, dando i certificati a chi li richiede accompagnato dai necessari testimoni.

Coinvolge moltissime persone in una rete di piccole donazioni e organizza un sistema di prestiti agevolati per permettere agli adulti della baraccopoli di acquistare gli attrezzi per lavorare e affrancarsi dall’abbrutimento della miseria.

L'incontro con Thich Nhat Hanh: i 13 cedri.
Nel 1960 Chan Kong viene in contatto con Thich Nhat Hanh e trova in lui la guida spirituale che sta cercando. È Thay a dirle che il lavoro sociale è una via per l’illuminazione, perché ognuno può trovare l’illuminazione in ciò che ama o sa fare meglio. Ritenere il contrario è un pensiero dualistico: un fare delle preferenze che non tengono conto della stratta interconnessione che lega ogni cosa.
Più di tutto Thay è convinto che il Buddismo ha molto da dare al cambiamento sociale e ai movimenti di una autentica riforma basata sull’amore, sull’impegno e sulla responsabilità.
Le sue idee per un buddismo riformato e impegnato socialmente incontrano molta resistenza negli ambienti tradizionali. Ispirata dal suo insegnamento Chan Kong raggruppa circa settanta volontari per lavorare nelle baraccopoli.

Un gruppo più ristretto, 13 persone in tutto, studia buddismo e pratica con Tahy, formando di fatto un piccolo Sangha. Sono i “13 cedri” del movimento Buddista del Vietman del Sud: Huynh Ba Hue Duong, Nguyen Thu Ha, Do Tuan Khanh, Le Kim Chi, Truong Thi Nhien, Cao Ngoc Phuong, Cao Ngoc Thanh, Ton That Chieu, Nguyen Ngoc Diep, Huynh Ba Duong, Nguyen Ngoc Bich, Dang Ngoc Cuong, e Pham Ngoc Lien.

Nel 1961 Thay si reca a studiare religioni comparate negli Stati Uniti. Chan Kong prosegue gli studi e il volontariato con i suoi compagni.

L'ostilità riprende quota.
Nel 1963 si intensificano feroci atti di oppressione anti-buddista in un clima che vede il partito Repubblicano e cristiano del presidente Diem contrapposto a quello Comunista.
Restare neutrali diventa sempre più difficile, sospetto e pericoloso.

La festività nazionale di Wesak (la natività del Buddha) viene proibita, insieme alla bandiera buddista, mentre interi villaggi vengono battezzati di colpo: è un po’ come se di punto in bianco a noi venisse messo fuorilegge il Natale, abolito l’albero e il presepe e venissimo obbligati a ricevere sacramenti di una religione che non ci appartiene affatto.

La popolazione festeggia Wesak lo stesso, manifestando per la libertà di religione. La risposta del governo è chiara: alcuni carri armati marciano sulla folla, uccidendo diverse persone, e diversi monaci e studenti vengono arrestati e torturati.

È l’inizio di una stagione di manifestazioni, scioperi della fame, momenti di preghiera, marce di protesta non-violenta, che chiedono per i buddisti uguali diritti che per i cristiani.
Seguono deportazioni, torture, uccisioni, sparizioni sospette e censura dei mezzi di informazione: il tragico e sempre uguale copione di tutti i regimi.

Tutti i volontari buddisti vengono sospettati di essere comunisti per il solo fatto di lavorare a favore dei più derelitti. Sempre più monaci e monache decidono di immolarsi per protesta, dandosi fuoco in pubblico. È un atto di estremo sacrifico, difficile da capire per noi, che muove dagli stessi identici principi della morte per martirio: si sacrifica la vita per un bene che si ritiene superiore.

Man mano che centinaia e poi migliaia di monaci e monache, laici e laiche praticanti vengono arrestati la protesta passa agli studenti che vengono uccisi, torturati e deportati quanto gli altri.

Nel 1963 a Chan Kong viene offerto di andare a Parigi a finire la sua tesi di studi, probabilmente nel tentativo di proteggerla dal clima sempre più pericoloso. Arrivata, viene raggiunta dalla notizia della caduta del regime di Diem. Raggiunge quindi Thich Nhat Hanh a New York.

Qui vengono raggiunti da una lettera in cui uno dei pilastri del conservatorismo buddista vietnamita, Thay Tri Quang, prega di Thich Nhat Hanh di tornare ad aiutarli a riformare il buddismo: il vecchio monaco ammette con franchezza di essere troppo stanco e di vedute ristrette e chiede aiuto.

Nel dicembre del 1963 Thich Nhat Hanh rientra in Vietnam, mentre Chan Kong rimane a Parigi a finire gli studi.

Thich Nhat Hanh

Thay con le mani nel gesto del loto.


Thich Nhat Hanh and Chan Kong, Courtesy Paul Davies ph

Thay con sorella Chan Kong, subito dietro di lui.


Thich Nhat Hanh insegna a un bambino come suonare la campana della meditazione, Courtesy Paul Davies ph

Thay insegna a un bambino come si tiene e suona la campana per la meditazione.


Le foto in questa pagina sono di Paul Davies
e pubblicate 
per sua gentile concessione.


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